Ipercorpo 2012

 

ARTICOLO 1

dal 18 al 23 settembre 2012

iper12

 

- Presentazione -

Che cosa io faccio delle condizioni. Che cosa le condizioni fanno di me.

Dopo sei anni di esperimenti attorno ad una forma festival si riparte con la sensazione che tutto sia da rifare di nuovo. Ma è veramente possibile coglierne degli aspetti inediti?

Inedita è la collaborazione ideativa con un giovane critico e curatore d’arte contemporanea, Davide Ferri, che negli anni ha lavorato con continuità sul medium pittura.

Inedito uno sfondo così preciso come quello della collezione Verzocchi, tale da chiamarci ad organizzare un bando per la scelta dei progetti, fatto inedito anch’esso.

Inedito un confronto con una parola che avverto così pericolosa: lavoro. Se ne percepisce il pericolo non tanto per l’ampiezza dei significanti quanto per la loro corruzione entro frasi e declinazioni di pensiero immediatamente strumentalizzabili.

Inediti alcuni artisti invitati e, si scoprirà, anche l’inedito di altri già conosciuti dal pubblico di Ipercorpo. Tutti comunque scelti tentando di costruire un caleidoscopio di azioni a partire da questa parola: lavoro.

Inedito infine riscontrare che, nonostante la storica prima apertura dell' Ex-Deposito ATR Savonarola avvenuta nel 2011, dove sono state mostrate chiaramente le potenzialità di un luogo per il contemporaneo e la ricerca in ambito performativo, le condizioni economiche non sono cambiate, sono anzi peggiorate sul fronte istituzionale. Questo ci obbliga a reagire nella velocità e nella fuga in avanti. Ci obbliga  a vivere il nostro lavoro culturale come qualcosa di soggetto ad un atto predatorio. E riguarda tutti coloro che, attraversando questi spazi, li rendono vivi insieme a noi. Ci impone un perenne stato di allerta. Si può parlare di una pratica?

Claudio Angelini


- Artisti -

FRANCESCA PROIA

The breathing us

ideazione della performance, coreografia, costumi: Francesca Proia - composizione, ricerca, interpretazione: Francesca Proia, Danilo Conti - collaborazione artistica: Antonella Piroli Botteghina/Progetti Sartoriali - uno speciale ringraziamento a Adele Cacciagrano - con il sostegno di REACT! (Residenze Artistiche Creative Transdisciplinari) Regione Emilia Romagna, Assessorato alla Cultura - Progetto vincitore del  bando Pépinières européennes pour jeunes artistes - Parigi; Ajuntamiento de Huesca e Centro Cultural  Matadero – Huesca – Spagna - in collaborazione con Festival Homunculus, Ravenna (Comune di Ravenna, Assessorato alla Cultura)

"The breathing us" è il tentativo di rendere visibile il campo di energia tra un uomo e una donna, il respiro come via di comunicazione sottile. Una coppia si rapporta nel tempo attraverso relazioni di proporzione, di magnetismo, di ritmo, di unisono e cromatiche. Tutti i movimenti nascono unicamente mediante la condivisione ininterrotta  di un’unica  fonte nucleare che li trattiene uniti.

Francesca Proia è tra le più singolari ed evocative artiste del panorama della danza italiana, Francesca Proia ha collaborato a lungo con la coreografa Monica Francia e con il danzatore butoh Masaki Iwana. E’ stata assistente alle coreografie e danzatrice per il regista Romeo Castellucci/Societas Raffaello Sanzio per il ciclo Tragedia Endogonidia.  E’ membro della compagnia di danza Habillé d’eau, diretta da Silvia Rampelli.

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ANAGOOR

Con la virtù come guida e la fortuna per compagna

regia: Simone Derai - con: Anna Bragagnolo, Pierantonio Bragagnolo, Roberto Berti, Moreno Callegari, Paola Dallan, Emanuela Guizzon, Marco Menegoni – coreografia: Anna Bragagnolo, Simone Derai, Moreno Callegari, Pierantonio Bragagnolo – musiche: Marco Menegoni – canti: Paola Dallan, Emanuela Guizzon – produzione: Anagoor 2010-2011 - Una coproduzione: Città di Venezia/Teatro Fondamenta Nuove, Centrale Fies, Operaestate Festival Veneto, Fondazione Musei Civici Veneziani - in collaborazione con: Museo Fortuny

Quando Venezia, nel XVII secolo, commissiona la realizzazione della Punta della dogana a mare, viene scelto un progetto che prevede di installare sulla sommità della Punta stessa, al centro del bacino, nel cuore della città, un idolo in precario equilibrio al di sopra di un globo d’oro, una dea che poggia su un piede solo  e si lancia verso il mare come una polena. L’intera Punta della dogana è progettata come la prua di una nave, una nave che è tutta la città. E quell’idolo è la Fortuna. Venezia si vota così alla sua potenza per invocare venti propizi in un epoca in cui è ormai sensibile il suo tramonto.

Anagoor ha base a Castelfranco Veneto e una sede operativa a La Conigliera di Resana (TV). Da alcuni anni rappresenta una delle più interessanti formazioni artistiche in ambito di performing atrs a livello nazionale. Nel 2011 Anagoor è invitata con Fortuny a La Biennale Teatro di Venezia diretta da Alex Rigola. Anagoor è parte della Factory di Centrale Fies e supportata da Operaestate Festival e Apap Network Culture Program of European Union.

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FUOCOFATUO

Suite A – Una collezione organizzata di oggetti

Mirto Baliani e Marco Parollo mettono a punto un concerto senza musicisti in carne e ossa, un concerto-spettacolo che non avviene mediante strumenti classici né attraverso generatori di suono e campionatori. Ne sono protagonisti oggetti di uso comune messi in una condizione di instabilità fisica, dove ogni suono è generato dal calore addomesticato in una partitura.

Mirto Baliani è musicista, compositore e sound designer. Sue composizioni sono state eseguite all’Auditorium Parco della Musica di Roma, al Toneelhuis di Anversa, al MBZ  Music Biennale Zagreb, nei teatri di Sarajevo, Belgrado, Berlino, Lisbona. Dal 2001 cura musiche e tessuti sonori per gli spettacoli della compagnia Fanny & Alexander.
Marco Parollo si diploma come SOUND ENGINEER presso la S.A.E. di Milano, in seguito si laurea in RECORDING ARTS BA presso la S.A.E. Technology College di Londra. Ha lavorato come fonico di presa diretta e come fonico di studio per innumerevoli produzioni teatrali e musicali. 

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FIORENZA MENNI/TEATRINO CLANDESTINO

Civile

Civile_L’arte è facile - con Paola Villani
Civile_Non credo - con Andrea Mochi Sismondi
Civile - con Eva Geatti, Alice Keller, Andrea Alessandro La Bozzetta, Andrea Mochi Sismondi, Laura Pizzirani

Civile è un progetto di Fiorenza Menni e Elena Di Gioia

Civile compone e dissemina pensieri e interventi teatrali.
Civile propone chiavi di interpretazione e di relazione con il pubblico, immaginando che ciascun attore possa interpretare se stesso, pensato e presentato come un cittadino che opera una scelta complessa per la quale si passano stadi e stati narrativamente avvincenti. Attraverso la creazione di una curva drammaturgica montata con i materiali veri ed originali di ciascun interprete, ci si può imbattere nella narrazione di scelte identitarie che ogni singolo spettatore può approfondire come volano per riflessioni sulla costruzione di un proprio progetto di vita.

Teatrino Clandestino crea e produce gesti performativi e nuova drammaturgia. La compagnia, diretta da Fiorenza Menni, opera in continua evoluzione formale ed estetica in relazione alla progressiva espansione dell’orizzonte contenutistico di applicazione, e collabora con artisti e performer provenienti da diverse discipline artistiche e scientifiche.
Fiorenza Menni è attrice e autrice di teatro. La sua scrittura è volta alla creazione di una drammaturgia originale e di testi di riflessione estetica e filosofica.                      

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TEATRO SOTTERRANEO

L'origine delle specie_da Charles Darwin - Dittico sulla specie (parte 2)

creazione collettiva: Teatro Sotterraneo 
- in scena: Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Claudio Cirri
 - scrittura e traduzione: Daniele Villa - luci: Roberto Cafaggini - 
suono:  Francesco Canavese  - costumi: Lydia Sonderegger
 - animazione vide: Marco Smacchia, Alberto Berliocchi  - supervisione video: Jacopo Mariani - 
realizzazione maschera: Francesco Givone e Crea Fx - disegno e grafica cartolina: Marco Smacchia - produzione: Teatro Metastasio Stabile della Toscana/Teatro Sotterraneo - 
col sostegno di: Centrale Fies/Fies Factory One e Regione Toscana

Non potresti assistere al Big Bang senza morire. Non potresti osservare una supernova né esplorare il brodo primordiale senza morire. Nel continuum spaziotemporale le condizioni della tua nascita coincidono con quelle della tua morte. Da quando siamo comparsi non siamo rimasti a quattro zampe, non siamo rimasti coi piedi per terra, non siamo rimasti sul nostro pianeta, ma l'origine di tutte le cose è in nostra assenza. Non ci resta che colonizzare il futuro. Scienza e immaginazione. Adattamento continuo ai mutamenti dell'habitat. Potevi nascere nei secoli della peste. Potevi non essere nato. Potevi nascere fra mille anni. Potresti rinascere Panda. L'estinzione è collettiva. L'origine è individuale, dominio della probabilità, dell'unico e irripetibile. Ognuno ha il suo orologio biologico, ognuno scorre col proprio tempo. Amen.

Teatro Sotterraneo è un collettivo di ricerca teatrale formatosi a Firenze nel 2004. Numerosi i riconoscimenti ottenuti in questi anni fra cui: Premio Lo Straniero (2009) e il Premio Ubu Speciale (2010), premio Hystrio-Castel dei Mondi (2010), Silver Laurel Wreath Award al Mess Festival di Sarajevo (2011). Nel 2012 Teatro Sotterraneo cura la regia de Il Signor Bruschino di Gioachino Rossini per il Rossini Opera Festival. 

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IVAN FANTINI

Narrare l'agnizione

di e con: Ivan Fantini

Una narrazione che è atto d’accusa verso la logica di dominio delle conventicole nel “dorato” mondo gastronomico a discapito della felicità, delle sensazioni e dell’educazione dell’individuo e della comunità. Questo è "narrare l’agnizione", il disvelamento ad occhi e orecchie del malessere, procurato a chi tenta di stare all’interno del sistema produttivo in modo “altro”. Guarito, la soluzione, è fuori dal sistema.

Ivan Fantini è pensatore severo degli ingredienti e critico geopolitico della cucina. Ha collaborato con diversi artisti. “s.i.a. stupefacenti immagini anestetiche”, “perifrastica”, “l’urgente rigore dell’abituale rituale” sono tra i suoi ultimi lavori. Per Editoria e Spettacolo è uscito il volume “Play with food” che contiene il progetto “qra – letteratura trasposta in ingredienti fotografati”. 

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MUNA MUSSIE

Monkey see, Monkey do (Chapter I)

di: Muna Mussie
 - con: Giorgia Del Don e Muriel Del Don 
- con la collaborazione di: Gian Luca Mattei
 - produzione: workspacebrussels, Xing
 con il supporto di Summer Studio/Rosas Parts, Bains Connective, Teatro Valdoca

“Di solito ci si guarda allo specchio in solitudine. Vorrei guardarmi allo specchio in moltitudine.” Monkey see, Monkey do si rivolge a uno spettatore che possa condividere con le artiste/artefici in scena una volontà di scandaglio e significazione del gesto più minimo. Protagoniste sono figure identiche, due sorelle gemelle, che agiscono come prototipo, in funzione di una messa a fuoco di quella avventura fantastica e controversa che ognuno esperisce di fronte alla propria immagine.



Muna Mussie inizia il suo percorso artistico a Bologna nel 1998 come attrice e performer con Teatrino Clandestino. Nel 2003 frequenta il Corso di Formazione Superiore per l’ Attore diretto da Cesare Ronconi del Teatro Valdoca. Tra i premi: Riccione TTV-premio Pier Vittorio Tondelli/Nuovi Talenti 2008; segnalazione Premio Iceberg 2009; Premio Mondo 2010. Attualmente vive e lavora a Bruxelles dove è impegnata nella creazione Monkey see, Monkey do (Chapter II). 

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PATHOSFORMEL

An afternoon love

di: Daniel Blanga Gubbay e Paola Villani - con: Joseph Kusendila e con la collaborazione di Andrea Corsi - produzione: pathosformel/Fies Factory - coproduzione: Centrale FIES, Workspace Brussels - in collaborazione con: Contemporanea festival/Teatro Metastasio Stabile della Toscana - residenze artistiche: Workspace at Kaaitheater (Brussels), Workspace at Les Brigittines (Brussels), Tanzfabriek (Berlin) - con il supporto di APAP network (Advancing Performing Arts Project) - grazie a: CanGo, Cantieri Goldonetta (Firenze). Pathosformel è parte del progetto Fies Factory.

Un allenamento di basket ininterrotto e serrato; un rapporto a due che, lasciando lo sguardo scavare dietro l’immagine di atletismo e agonismo, può ancora suggerire l’infinità dei rapporti che esistono al suo interno. Il rapporto tra un uomo e il proprio oggetto ha la stessa complessità relazionale che c’è tra due uomini? Sembra un combattimento feroce con l’oggetto ma diviene la più persuasiva delle conquiste; si carica di un vissuto umano per tornare ad essere improvvisamente solo allenamento: è quasi una coreografia a due, che disegna il rapporto sempre in movimento che abbiamo con l’altro.

Pathosformel è un progetto performativo nato a Venezia nel 2007 nell’intento di riconsiderare l’immagine del corpo e la sua presenza in scena. Ha ricevuto il Premio speciale UBU 2008. Dal 2008 le attività di Pathosformel sono supportate da Centrale Fies. Dal 2011 fa parte del progetto APAP (Advanced performing art program), rete europea di sostegno e promozione.

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MASSIMO FOSCHI

Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?

"Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì? " è un recital sul lavoro, come idea astratta e come attività fisica e mentale, in parallelo a opere pittoriche, sullo stesso tema, raccolte nella Collezione Verzocchi

Massimo Foschi nasce a Forlì. Formatosi all’Accademia di Arte drammatica di Roma è attore di teatro e di cinema, oltre che doppiatore, con profonda esperienza costruita attraverso collaborazioni pluriennali con registi tra i quali Strehler, Ronconi, Costa, Lavia e Petri.

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Der Maurer + Sebastiano De Gennaro

Concerto

con Enrico Gabrielli e Sebastiano De Gennaro

“Mio nonno era muratore. Ha costruito insieme a mio padre la casa dove attualmente vivono i miei. (…) Vivevo a Milano a fare la fame come studente di musica. (…) Per cui non so fare nè un muretto, nè usare la cazzuola. (…) Però un laboratorio ve lo so costruire: è un posto dove si può andare a fare delle cose, metterci degli oggetti, portarci della gente. Viverci no."

Da questo laboratorio parte la rigorosa ricerca che Gabrielli e De Gennario portano avanti. In equilibrio tra minimalismo americano del dopoguerra e contrappunto veneziano del XVI secolo, ovvero tra spartito e loopstation.

Enrico Gabrielli è musicista polistrumentista e compositore. Ha fondato l’Ensemble Risognanze e suonato nell’orchestra del Tiroler Festspiele Erl. Ha lavorato con Afterhours  per tre anni e contribuito alla realizzazione del disco “I milanesi ammazzano il Sabato”. Vanta numerose collaborazioni: con Vinicio Capossela, Marco “Morgan” Castoldi, Marco Parente, Dente, Marta sui Tubi, Calibro 35, Alessandro Grazian, Julie’s Haircut, Toys Orchestra, Muse, Baustelle, Airìn, i Selton, Niccolò Fabi, gli Amore, i Lombroso, Moltheni, i Guano Padano, Giovanni Ferrario, i Grimoon, Paolo Benvegnù, Andrea Chimenti, John Parish ed altri.

Sebastiano De Gennaro è multipercussionista, rumorista e compositore. Ha studiato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e al Royal Concertgebouw di Amsterdam. Ha inciso con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e collabora stabilmente con Pacifico, Der Maurer, Le Luci Della Centrale Elettrica, Edda, Istituto Barlumen e nell’orchestra del Tiroler Festspiele Erl.

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Femina Faber + Fausto Balbo

Veterae Resonantiae Futurae - Concerto

voce: Femina Faber (la Fabbricante)
chitarra baritona e live electronics: Fausto Balbo (il Risuonatore)

La voce straordinaria di Femina Faber, nel ruolo della Fabbricante (di suoni? di sogni?) incontra l'eclettico Fausto Balbo, nel ruolo del Risuonatore (colui che “risuona” ma anche “ri-suona”) alla chitarra baritona e live electronics. I suoni generati dalla chitarra e dalla voce vengono rielaborati in tempo reale a scopo di costruire e decostruire le melodie fino ad ottenere stimoli otoacustici generati dalle D.P.O.A.E. (Distortion product otoacoustic emissions). L’esperienza della musica, che non solo si ascolta ma “si sente” ad un livello sensoriale ad ampio spettro.

Femina Faber nasce dall’idea di Paola Bianchi di coniugare l’asprezza di suoni sintetici e industrial ambient alla musicalità della lingua latina, unendo alle basi elettroniche, le proprie composizioni vocali tradotte in latino. Ha all’attivo diverse collaborazioni e incisioni, l’album “Tumultuor” (Creative Fields Rec), e, in uscita, il nuovo album “Amplexum Mentis – Ut Cosmo Concordent Voces” per Calembour Records. Paola Bianchi è cantante nel progetto musicale “LUDMILA” dal 1998, con cui ha inciso diversi album.

Fausto Balbo si forma musicalmente da autodidatta, interessandosi a strumenti a corda, a tastiera, a percussione, facendo approfondimenti su sintesi, musica concreta e rielaborazione del suono in tempo reale (Live electronics).Ha fatto parte di gruppi di vario genere, pubblicato CD come solista, collaborato con diversi musicisti fra cui John Pearce, Femina Faber, Andrea Marutti e scritto musica per Enomisossab, eseguita dal quartetto Architort.

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Coro delle mondine di Porporana

Concerto

"(..) Ogni volta che ci esibiamo chi ci ascolta è portato a cantare con noi, seppur sottovoce, alcuni dei canti più conosciuti, come se la nostra presenza facesse riaffiorare alla mente un passato, che in realtà appartiene a tutti noi (..)"

Il canto corale "urlato" dalle mondine ha accompagnato per generazioni il duro lavoro stagionale della monda del riso. Denso di creatività, di spontaneità e spesso connotato da una vera e propria improvvisazione, ha ideato e, al tempo stesso, ha tratto linfa, dai più svariati repertori, quali ballate arcaiche, testi da cantastorie, militari e d'osteria.

Attualmente composto da nove elementi (Ornella Marchetti, Raffaella Donadello, Morena Gavioli,.Tonina Cotti, Rina Sitta, Jolanda Marchetti, Roberta Cristofori, Assunta Alvisi e Simonetta Rossi), il Coro delle mondine di Porporana si è esibito per la prima volta nel giugno 2005, in occasione della festa del patrono di Porporana e da allora ha preso parte a numerose rassegne e manifestazioni. La maggior parte dei canti è frutto della memoria delle voci soliste e ad essi non è stata apportata nessuna modifica: vengono eseguiti così come sono stati tramandati.

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Francesco "Fuzz" Brasini + Luciano Maggiore

Concerto

Francesco Fuzz Brasini: guitars, electronic devices
Luciano Maggiore: modular synth, electronic devices

Massimi esponenti della scena elettroacustica italiana, Francesco "Fuzz" Brasini e Luciano Maggiore danno ennesima prova di come il suono è in grado di deformare lo spazio, allagarlo, esploderlo. Un'esperienza radicale, inutile negarlo, tra frequenze, toni e risonanze come tavola periodica degli elementi. E poi c'è tanta eleganza, avvistata raramente a queste latitudini dell'udibile (così spesso inquinate da rumorismo gratuito e ridicolo).

Francesco “Fuzz” Brasini lavora nel panorama musicale dalla fine degli anni Ottanta esplorando generi e strumentazioni. I suoi ultimi progetti in solo sono Sevenguitars e Strings Resonance. Dal 2006 collabora con Zapruder Filmmakersgroup nella realizzazione di colonne sonore per film e installazioni. Nasce nel 2010 il progetto musicale in duo con Luciano Maggiore da cui ha origine la pubblicazione di Chàsm Achanés (Boring Machines, 2011). Negli ultimi anni ha inoltre collaborato con Giancarlo Bianchini (AZT/Hotel Nuclear), Pietro Riparbelli (PK11), Mattia Dallara (Rymasth Music) e Dario Neri (Macchine sonore).

Luciano Maggiore, musicista e film-maker, sviluppa esperienze di tipo immersivo, dove l'effimero, l'illusorio ed il monumentale convivono creando degli spaesamenti percettivi. E' parte di Phonorama, ensemble improvvisativo che coinvolge alcuni tra i migliori musicisti italiani dell'area elettronica. Collabora con Xing ed è fondatore di Sant'Andrea degli amplificatori. Lavora ed ha lavorato con Angstarbeiter, John Duncan, Andrew L. Hooker, Domenico Grenci, Sara Pantoli, Virgilio Villoresi, Francesco "Fuzz" Brasini, Zapruder Filmmakersgroup, Zimmerfrei ed altri.

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MANDRA

Il mio curatore è il mio dottore

Un lavoro bianco, anzi, più bianco del bianco.
Un lavoro nero, nero come il decesso di qualcuno che se lo merita o che tutti pensano che lo meriti. Di polveri e saggina. Quel che si dice "un lavoro pulito".

Il gruppo Mandra dal 2006 produce installazioni sul territorio: dinamiche individuali si intersecano a quelle di gruppo. Gli artisti che ne fanno parte in permanenza sono Jacopo Flamigni, Matteo Sbaragli, Carlo Rivalta e Daniele Angelini.

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SPAZI INDECISI

Lavori in trascorso

Gli Spazi Indecisi, nonostante la loro condizione di abbandono, continuano a raccontarci storie: la storia del luogo, del tempo in cui fu progettato fino al suo stato attuale, le storie delle persone che in quegli spazi hanno vissuto, lavorato, agito.
Spazi Indecisi, insieme a Questa Città e SunSet, racconterà queste storie.

Spazi Indecisi è un cantiere in divenire, capace di favorire il dialogo, il confronto e l’ibridazione dei diversi linguaggi contemporanei in nome della riscoperta dei luoghi ai margini. Nasce dall'urgenza di promuovere una riflessione culturale ed interventi reali su questi luoghi attraverso la logica della partecipazione e del riuso leggero degli spazi.

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SILVIA CAMPORESI

Nomen ineffabile

Porte, luoghi di passaggio fra due stati, fra il conosciuto e l’incognito, fra la luce e le tenebre. Delle tre porte, due sono già svelate mentre la terza, dipinta di rosso, è ancora chiusa: qualcuno dentro prova ad aprirla chiamando e bussando, ma tutto il mistero della sua apertura è contenuto nel segreto nomen ineffabile. Qual è il nome in grado di aprirla? Il nome che la misteriosa prigioniera tenta di indovinare pronunciando una litania di parole provenienti dalla cabala e dalla magia. La ricerca di quel nome - mezzo di passaggio possibile e unico fra due luoghi - è l’invito alla ricerca del mistero, al viaggio verso la conoscenza.

Silvia Camporesi è nata nel 1973 a Forlì, dove vive e lavora. Si è laureata in filosofia presso l'Università di Bologna e oggi è una delle più apprezzate e originali artiste italiane che privilegiano l'utilizzo del mezzo fotografico. Affianca l'attività artistica all'insegnamento di fotografia e critica dell'immagine.

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STABILE 5

Progetto spazio bar

Il progetto proposto da Stabile 5 per lo spazio dedicato al bar e alla sosta è pensato come una grande installazione luminosa modulare realizzata con materiali di riciclo.

“Stabile 5" è una associazione culturale di recente costituzione fondata da un gruppo di giovani architetti. Il suo obiettivo è di promuovere e organizzare nel territorio manifestazioni culturali nel campo dell’architettura, del design, della fotografia, dell’arte e della critica di architettura, creando una struttura stabile di produzione culturale. Un laboratorio attivo e permanente dove la promozione della conoscenza dell’architettura contemporanea e la sua valorizzazione, così come la sperimentazione progettuale, le idee innovative, la contaminazione tra le discipline, il dialogo tra attori e fruitori, lo scambio tra professionisti, committenza e impresa possano svolgersi liberamente e trovare momenti concreti di realizzazione.

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SunSet

Video memoria Ipercorpo 2011

Fondata come casa di produzione di documentari nel 2010, dalla volontà di tre giovani professionisti del settore audio-visivo, Sunset si è presto trasformata in società di comunicazione a tutto tondo. Tre i settori in cui opera dal marzo 2011: area comunicazione, area responsabilità sociale d'impresa e area documentari sociali.

 

- Articolo 1_Una tavola rotonda -

La collezione Verzocchi è strettamente aderente ad un tema, il lavoro, ed è anche il ritratto di un’Italia che non c’è più, un paese di pescatori, contadini, sarte, merlettaie, mondine, fabbri, che si muovono in un paesaggio agreste e semi urbanizzato: in costruzione. Ad esempio gli operai di Enzo Morelli lavorano a nuove strade, la fornace di Orfeo Tamburi è a cielo aperto, a margine della città che va espandendosi; il ponte di Anselmo Bucci è un  progetto visionario che unisce le due sponde di un piccolo paese di campagna.
Ho pensato spesso a come sarebbe oggi, a distanza di più di cinquant’anni, una collezione di opere di artisti della mia generazione che parlano di lavoro. È possibile ipotizzare uno sviluppo della collezione Verzocchi facendo i conti con uno scarto temporale così ampio? E che cosa accadrebbe se quello scarto lo si traducesse in parole, e in un racconto per immagini?
Primo passo di un progetto più ampio la tavola rotonda getta idealmente le fondamenta per il lavoro a venire (una mostra, ma anche una serie di incontri che si svolgeranno in aprile) ed è divisa in due momenti: il primo è un tentativo di ripercorrere il filo della storia della collezione, dei rapporti tra committente e artisti, tra la collezione e la città che la ospita.
La seconda parte invece, a cui partecipano critici, storici dell’arte e del teatro, scrittori e artisti, tutti nati tra la fine degli anni sessanta e gli ottanta, ruota attorno ai problemi del lavoro culturale oggi e alla sua rappresentazione. Gli invitati alla tavola rotonda operano all’interno dei luoghi di produzione culturale (musei, case editrici, teatri, università) o hanno animato il dibattito sul lavoro attraverso piattaforme di discussione come TQ, Il Quinto Stato, Teatro Valle Bene Comune.
La collezione Verzocchi, distante pochi passi dall’Ex deposito Atr, si situa così come contraltare e come orizzonte storico sul quale proiettare dialetticamente il filo di questo discorso.
Nel corso della giornata si svolgerà inoltre una performance di Italo Zuffi.

Davide Ferri

 

Interventi di:

David Beronio (Chiavari, 1972), regista teatrale e co-fondatore di Teatro Akropolis, da anni un punto di riferimento internazionale per il teatro contemporaneo di ricerca a Genova.

Luca Bertolo (Milano, 1968), artista. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha esposto recentemente in spazi come Nomas Foundation, Roma 2012; Arcade, Londra 2012; Spazio A, Pistoia 2011.

Cecilia Canziani (Roma, 1976), curatrice e critica d’arte. È membro fondatore di 1:1 Projects e dal 2008 è co-direttrice di Nomas Foundation, Roma.

Michele Dantini (Firenze, 1966), critico d’arte, saggista e professore associato di storia dell’arte contemporanea presso l’Università del Piemonte Orientale. Collabora regolarmente con  Il Manifesto, Doppio Zero, Alfabeta 2.

Davide Franceschini (Roma, 1975), storico dell’architettura, fotografo e attivista. È tra i membri fondatori della coalizione Il Quinto Stato.

Vincenzo Latronico (Roma, 1984), scrittore e critico d'arte. Ha pubblicato due romanzi (Ginnastica e rivoluzione, 2008, e La cospirazione delle colombe, 2011) e un testo teatrale (Linee guida sulla ferocia, 2009), sempre con Bompiani. Scrive di arte su Domus, Flash Art e Frieze. 

Silvia Mei (Lucca, 1982), ricercatrice in performing arts, curatrice indipendente e critica militante per le testate online cultureteatrali.org e paneacqua.info. Secondo un'ottica multilineare si occupa di teatro e di danza nelle loro relazioni novecentesche e contemporanee.

Claudio Spadoni (Ravenna,  1944), critico e storico dell’arte. Dal 2002 è direttore artistico del Mar – Museo d’Arte Città di Ravenna e, dal 2012, co-direttore di Artefiera, Bologna.

Clemente Tafuri (Genova, 1974), scrittore, co-fondatore e regista di Teatro Akropolis. I suoi romanzi sono pubblicati da Einaudi e tradotti all'estero.

Serena Togni (Forlì, 1975), storica dell’arte. Collabora da dieci anni con realtà pubbliche e private nell’ambito della ricerca, la divulgazione e la didattica dell’arte, in particolare per le collezioni permanenti e le mostre temporanee dei Musei San Domenico di Forlì.

Elena Volpato (Venezia, 1973), curatrice e critica d’arte. Nel 1999 ha dato vita alla Collezione video della GAM-Galleria d’Arte Moderna di Torino, di cui è tuttora curatore. Suoi articoli sono apparsi su saturno, Mousse Magazine

Italo Zuffi (Imola, 1969), artista. Utilizza scultura, performance, video e scrittura. Dal 2011 è guest-lecturer in performance e scultura all’Accademia di Belle Arti dell’Aja. Il suo pensiero è da tempo attratto dai concetti di Competizione, Tremolio, e Fede Rustica. 

 

- Programma -

programma1

Martedì 18 settembre

Fabbrica delle Candele, Piazzetta Corbizzi 30, Forlì
apertura spazio ore 20.00

dalle 20.00 - Area bar a cura di Diagonal Loft Club e video Ipercorpo 2011 a cura di SunSet

20:30 - Francesca Proia :: The breathing us :: Spettacolo


programma3

Giovedì 20 settembre

Deposito ATR, Piazzetta Girolamo Savonarola 6, Forlì
apertura spazio ore 19.30 e aperitivo a cura di Diagonal Loft Club

21:00 - Anagoor :: Con la virtù come guida e la fortuna per compagna :: Spettacolo

21.45 - Fuocofatuo :: Suite A - Una collezione organizzata di oggetti :: Sonorizzazione

22.45 - Fiorenza Menni/Teatrino Clandestino :: Civile - "L'Arte è facile" :: Spettacolo

23.00 - Der Maurer :: Concerto

- Installazioni -
Silvia Camporesi :: Nomen Ineffabile
Mandra :: Il mio curatore è il mio dottore
Spazi Indecisi :: Lavori in trascorso
Stabile 5 :: Progetto spazio bar e sosta

 

programma2

Venerdì 21 settembre

Deposito ATR, Piazzetta Girolamo Savonarola 6, Forlì
apertura spazio ore 19.30 e aperitivo a cura di Diagonal Loft Club

21.00 - Teatro Sotterraneo :: L'origine della specie_da Charles Darwin_Dittico sulla specie - parte 2 :: Spettacolo

22.00 - Ivan Fantini :: Narrare l'agnizione :: Spettacolo

22.45 - Fiorenza Menni/Teatrino Clandestino :: Civile - "L'Arte è facile" :: Spettacolo

23.00 - Femina Faber + Fausto Balbo :: Veterae Resonantiae Futurae :: Concerto

- Installazioni -
Silvia Camporesi :: Nomen Ineffabile
Mandra :: Il mio curatore è il mio dottore
Spazi Indecisi :: Lavori in trascorso
Stabile 5 :: Progetto spazio bar e sosta


programma4

Sabato 22 settembre

Deposito ATR, Piazzetta Girolamo Savonarola 6, Forlì
apertura spazio ore 15.00 e dalle 19.30 aperitivo a cura di Diagonal Loft Club

15.30 - 19.30 Articolo 1 - Una tavola rotonda :: a cura di Davide Ferri :: Incontro

21.00 - Coro delle mondine di Porporana :: Concerto

22.00 - Fiorenza Menni/Teatrino Clandestino :: Civile - "Non credo" :: Spettacolo

22.30 - Muna Mussie :: Monkey see, Monkey do (Chapter I) :: Spettacolo

23.00 - Pathosformel :: An afternoon love :: Spettacolo

- Installazioni -
Silvia Camporesi :: Nomen Ineffabile
Mandra :: Il mio curatore è il mio dottore
Spazi Indecisi :: Lavori in trascorso
Stabile 5 :: Progetto spazio bar e sosta


programma5

Domenica 23 settembre

Deposito ATR, Piazzetta Girolamo Savonarola 6, Forlì
apertura spazio ore 19.30 e aperitivo a cura di Diagonal Loft Club

21.00 - Massimo Foschi :: Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì? :: Recital

22.15 - Fiorenza Menni/Teatrino Clandestino :: Civile :: Spettacolo

23.30 - Francesco "Fuzz" Brasini + Luciano Maggiore :: Concerto

- Installazioni -
Silvia Camporesi :: Nomen Ineffabile
Mandra :: Il mio curatore è il mio dottore
Spazi Indecisi :: Lavori in trascorso
Stabile 5 :: Progetto spazio bar e sosta


- Workshop -

ATELIER PER LO SPETTATORE_Evidentia
condotto da Silvia Mei

Evidentia è la parola latina che traduce enargheia in greco, ovvero la forza di rappresentazione visiva, la capacità di render chiaro un oggetto davanti agli occhi con vivida chiarezza. Ma l’arte contemporanea ordisce piuttosto un “gioco delle evidenze”, una trama di ambiguità, di azioni per le quali non c’è modo di sapere se siano “costruttive” o “distruttive”.
Il percorso ordina tappe di riflessione intorno al tema del processo di produzione e ricezione dell’opera, attraversando il dibattito contemporaneo sull’arte con una serie di occorrenze iconografiche e proiezioni video: il modello dell’Atlas warburghiano, la riflessione groddeckiana sulla visione senza occhi e quella junghiana sul lavoro onirico, la costruzione dell’empatia e il rigor dello shock nella cultura occidentale saranno trattate come categorie di produzione condivisa tra le forme del fare e quelle del vedere.
Per quanti non si sentono consumatori d’arte ma trasformatori di energia.

Silvia Mei è ricercatrice in performing arts, curatrice indipendente e critica militante per le testate online cultureteatrali.org e paneacqua.info. Presso la Fondazione Cini è stata assegnista con una borsa di studio sull'azionismo fotografico fine XIX secolo e svolge attualmente ricerca presso l'Università di Pisa. Secondo un'ottica multilineare si occupa di teatro e di danza nelle loro relazioni novecentesche e contemporanee

- Giornate e luoghi: venerdì 14 e sabato 15 settembre dalle 17.00 alle 20.00 e domenica 16 settembre dalle 11.00 alle 13.00 presso Fabbrica delle Candele, Piazzetta Corbizzi 30, Forlì

 

SCUOLA TEMPORANEA SUL CORPO SOTTILE_How to grow a lotus
condotto da Francesca Proia

Ogni progetto coreografico richiede il suo proprio linguaggio corporeo. Quando si parte, si parte da un corpo il più possibile decondizionato,  senza un patrimonio di codici gestuali di appoggio, senza stile. Nessun gesto, neppure un respiro, è dato per scontato: tutto deve avere una sua rifondazione organica nel contesto di nascita e di vissuto del pensiero coreografico che si accinge ad essere posto in essere.
Scopo del seminario è indagare il momento preliminare allo sviluppo di una coreografia, quella soglia sottile in cui immaginazione e inconscio si pongono in dialogo.

Francesca Proia è tra le più singolari ed evocative artiste del panorama della danza italiana, Francesca Proia ha collaborato a lungo con la coreografa Monica Francia e con il danzatore butoh Masaki Iwana. E’ stata assistente alle coreografie e danzatrice per il regista Romeo Castellucci/Societas Raffaello Sanzio per il ciclo Tragedia Endogonidia.  E’ membro della compagnia di danza Habillé d’eau, diretta da Silvia Rampelli.

- Giornate e luoghi: domenica 16 settembre dalle 10.00 alle 15.00 e lunedì 17 settembre dalle 18.00 alle 22.00 presso Fabbrica delle Candele, Piazzetta Corbizzi 30, Forlì

 

- Crediti e Staff -

Un progetto di Città di Ebla e Davide Ferri

In collaborazione con:
ATR Agenzia per la mobilità, AVM Area Vasta Mobilità, Start Romagna, Diagonal Loft Club, Fabbrica delle candele

Direzione generale:
Claudio Angelini

Progettazione artistica e grafica:
Claudio Angelini, Valentina Bravetti, Elisa Gandini, Davide Fabbri

Organizzazione:
Elisa Nicosanti, Valentina Bravetti

Con l’aiuto di:
Claudio Tozzola

Direzione tecnica e collaboratori:
Luca Giovagnoli con Stefan Schweitzer e Nicola Mancini

Amministrazione:
Valentina Bravetti

Ufficio Stampa Nazionale:
Mara Serina / Iago Studio

Ufficio Stampa Territoriale:
Paola Francia / Red Paper

Immagini del progetto grafico:
Gianluca "Naphtalina" Camporesi

Area bar a cura di:
Diagonal Loft Club

In collaborazione con:
Stabile 5

 

Partner e Sponsor

L'evento Ipercorpo fa parte di "Prove Tecniche per Ravenna Capitale della Cultura 2019"

Con il contributo e il sostegno di:
Regione Emilia Romagna
Provincia di Forlì-Cesena
Comune di Forlì
Fabbrica delle Candele
Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì
ATR Agenzia per la mobilità
Start Romagna

Con il patrocinio di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Forlì per Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019
Assessorato alla cultura del Comune di Forlì e della Provincia di Forlì-Cesena
Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì e della Provincia di Forlì-Cesena

Main sponsor:
Poderi dal Nespoli
Conad Ravaldino
Colorpoint

Collaborazione alla promozione:
La Settimana del Buon Vivere 2012